Un apostrofo rosa fra le parole “alobacteria” e “alga

Vi tuffereste in un mare rosa per un bagno veramente caldo? 

Oggi vi voglio parlare delle saline della Riserva dello Stagnone di Marsala, un posto surreale situato tra Marsala e Trapani, nella nostra bella Sicilia.

Tranquilli, amici: non siete capitati in un blog di viaggio, avrete presto la vostra giusta dose di #bio quotidiana! Solo che, per oggi, la nostra scienza sarà un po’ più colorata.

Il paesaggio della Riserva dello Stagnone di Marsala è un luogo dal fascino raro, a mio parere uno dei più belli d’Italia.

I miei occhi hanno avuto il piacere di goderne durante le mie recenti vacanze siciliane, dove storia e scienza si sono mischiate in uno spettacolo indescrivibile.

Ruderi millenari, testimonianze di colonizzazione Fenicia, si alternano a mulini spagnoli del XV secolo, mentre piramidi di sale si posano, in fila, tra le acque rosa delle saline, mirabilmente contrastate dal blu della laguna. 

[Per gentile concessione dell’autrice]

Da brava scienziata allora mi sono chiesta: a cosa è dovuto questo splendido colore rosa? Purtroppo non ho trovato alcuno studio condotto direttamente sulle saline nostrane ma, spulciando tra qualche articolo qua e là, mi sono imbattuta in due potenziali responsabili: 

  • Halobacterium salinarum. Il nome mi dice che sono nella direzione giusta! H. salinarum è un microrganismo alofilo (dal greco άλός, “sale”, e φίλος, “amico”) estremo, appartenente al regno degli Archea e alla classe degli Alobacteria. Costui vive in ambienti con una concentrazione di NaCl pari a 4M, che è circa sei volte la concentrazione di sale del nostro mare! Viene giustamente definito “estremofilo”, perché la maggior parte degli esseri viventi non sarebbe in grado di sopravvivere in queste condizioni estreme;

Il colore rosato degli alobatteri viene da una proteina pigmentata, nota come “batteriorodopsina” .

Struttura della batteriorodopsina [di Andrei Lomize, da Wikipedia]

Eh sì, se frugando nei meandri della vostra mente tra i ricordi delle superiori vi sovviene di aver studiato una proteina chiamata “rodopsina”, avete visto giusto!

La batteriorodopsina è molto simile alla rodopsina, sebbene quest’ultima sia responsabile del meccanismo della visione nelle retine dei vertebrati. 
Essendo microrganismi fototrofici (dal greco φως, “luce”, e τροφή, “nutrimento”), gli alobatteri sfruttano la batteriorodopsina per assorbire l’energia solare, per poi trasformarla, tramite un enzima chiamato ATP sintasi, in energia per la cellula (ATP).

Accoppiamento chemiosmotico e sintesi di ATP. [di Derekk2, da Wikipedia]

 

Per dirla in maniera semplice, questo processo è molto simile al modo in cui le piante usano la fotosintesi per assorbire l’energia solare. 
La differenza sta nel fatto che, invece di usare la clorofilla (i pigmenti verdi), gli alobatteri usano la batteriorodopsina (pigmenti viola). 

  • Dunaliella salina è la seconda possibile responsabile del colore rosato. Si tratta di un’alga estremofila perché, come H. salinarum, riesce a sopravvivere a concentrazioni saline pari a 3 M di NaCl. 

Pare che D. salina riesca a sopportare questi ambienti estremi per due ragioni: 

  1. non possiede una rigida parete cellulare, ma solo una membrana molto malleabile che le permette di espandersi e contrarsi a piacimento per mantenere una determinata concentrazione salina interna;
  2. è in grado di produrre un elevato quantitativo di glicerolo per bilanciare la pressione esterna del sale. 

Ma perché è rosa, allora? Per proteggersi dal sole! 
Per ripararsi dai raggi UV del sole, questa alga ha sviluppato un meccanismo di difesa, un po’ come noi con le creme solari (leggi il nostro post pubblicato su Instagram!).

Più dell’8% della sua massa, infatti, è costituito da β-carotene che viene prodotto, in risposta ai raggi UV, nei lipidi del cloroplasto (un organulo tipico di piante ed alghe dove avviene la fotosintesi clorofilliana). 
Così localizzato, il carotenoide è capace di neutralizzare i radicali liberi prodotti da una eccessiva esposizione ai raggi solari.

Struttura del beta carotene [di NEUROtiker, da Wikipedia]

Insomma, se cercate un bagno fashion per la vostra prossima storia Instagram, adesso sapete dove andare e quali simpatici esserini ringraziare!

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Silvia Achilli

Dottorata in Biochimica e attualmente Post-Doc in Chimica Analitica. Da ormai 4 anni residente in Francia, si batte per i diritti delle pizze maltrattate dai francesi. Quando non è prigioniera della sua gatta, diventa una appassionata fotografa dilettante ed è pazza per i viaggi.Fonti:

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