Ritorno al lockdown: “Big brother is watching you”
[modificata da Pixabay]

Disclaimer: la situazione che vi descriverò in questo articolo potrebbe essere una diretta conseguenza del coronavirus oppure una terribile, quanto comica, coincidenza. Ma sono un fisico, amo i numeri e i grafici, quindi vi tocca sopportarmi.

E’ metà aprile, quando scrivo. Probabilmente questo articolo verrà pubblicato a fine maggio. Quindi, italiani del futuro, spero che la situazione sia migliorata. Chissà, forse siete in piena fase 2, oppure è arrivata anche la catastrofe di maggio e il mondo è popolato da zombie con penne lisce al posto delle dita e carta igienica al posto del cervello. Chissà. Ma nell’eventualità che voi possiate leggere questo articolo, oggi vi parlerò di cosa avete fatto in quarantena (o cosa state facendo!).

No, tranquilli, non vi ho spiato (non direttamente almeno). Ho semplicemente usato lo strumento più potente di cui dispone la nostra generazione: Google.

L’azienda di Mountain View, infatti, mette a disposizione il sito google trends, tramite il quale chiunque può verificare quante ricerche siano state effettuate su un determinato argomento o parola. In particolare, google trends misura il tasso di interesse, ovvero un numero da 0 a 100 che indica quanto un termine venga cercato in un determinato lasso di tempo.

Credo sia proprio giunto il momento di farmi – legalmente- gli affari vostri e curiosare tra le vostre ricerche…paura eh!

Lo streaming in quarantena

Sì, siamo tutti chiusi in casa. E allora quale migliore occasione per finire la nostra serie TV preferita? Alcuni servizi di streaming hanno, in questo periodo, reso gratuiti i propri servizi o presentato offerte vantaggiose. 

Ma voi quali avete preferito? 

Nel confronto, ho tenuto conto di Netflix, Prime Video, Disney+ e un noto sito per adulti che a metà marzo ha offerto a tutti un account premium gratuito: chiameremo questo sito “Esplorando il corpo umano”. 

Beh, che dire.

Dal grafico qui sotto mi pare evidente quanto agli italiani piaccia studiare l’anatomia umana molto più che guardare una serie TV. Globalmente, a partire dal lockdown dell’Italia intera (9 marzo), quasi tutti i servizi hanno avuto un incremento di ricerche, ma nessuno quanto “esplorando il corpo umano”. Italiani birichini! 

Discorso a parte va fatto per Disney+, che è stato lanciato solamente a fine marzo, giorno in cui si nota un picco nelle ricerche.

[Per gentile concessione dell’autore]

Piccolo bonus: vedete quel piccolo picco che “esplorando il corpo umano” ha a metà febbraio? Ecco, è San Valentino. Mentre il picco più pronunciato di Netflix a inizio aprile è in corrispondenza dell’uscita della nuova stagione de “La casa di carta”: Il coronavirus non bastava. 

Amazon Prime Video, purtroppo, chiude il periodo con una brutta insufficienza e viene rimandato alla prossima pandemia.

Il cibo in quarantena

Dopo aver razziato i supermercati, con tutto quel lievito e con tutta quella farina, dovremo pur cucinare, no? Già, ma se fino a febbraio sapevo farmi solo la pasta, che me ne faccio della farina? Google, anche in questo caso, ci spiega la vita.

[Per gentile concessione dell’autore]

Cosa deduciamo dal grafico? La gente va pazza per pizza e torte, soprattutto nel weekend. Interessante, però, è anche l’andamento del lievito. Vi immaginate i dialoghi?

“Amore perché hai comprato 7 chili di lievito!? Che ci facciamo?”

“Aspetta che cerco su Google!”

Interessanti, tra l’altro, le ricerche correlate al termine “pizza”. Le più diffuse tra queste sono “impasto pizza”, “pizza ricetta”, “pizza in casa”. Finita questa storia, se non altro, avremo una generazione di pizzaioli.

Bonus mangereccio: Marche, Molise (pare esista) e Lazio preferiscono la pizza, il resto d’Italia le torte.

L’igiene in quarantena

Avete anche voi le mani consumate? Avete bisogno di un trapianto di pelle per i troppi lavaggi? Vi capisco.

Il più grande impatto che il coronavirus ha avuto su di noi è stato quello di farci capire che dopo essere andati in bagno – forse – è meglio lavarsi le mani. Ma non solo. Tutti, pare, abbiano avuto il momento:

 “Oddio dov’è finita l’amuchina?!?”

[Per gentile concessione dell’autore]

A quanto sembra, però, la necessità di lavarsi le mani è venuta meno quasi subito (vedi il calo nelle ricerche di amuchina, dopo il primo picco). A non essere mai finita, invece, è l’incessante ricerca di mascherine. I picchi sono in corrispondenza del primo caso in Italia, del lockdown e dell’ordinanza in Lombardia che impone l’obbligo dell’utilizzo delle mascherine per chiunque esca di casa.

Bonus igienico: tra le ricerche correlate con il maggior aumento di ricerche compare la voce “mascherine tutorial”. Spoiler: non funzionano.

La politica in quarantena

Ovviamente l’uomo politico del momento è il presidente del consiglio Giuseppe Conte. I picchi delle ricerche corrispondono naturalmente ai giorni dei decreti o delle conferenze stampa. Abbiamo poi un piccolo momento di gloria per Zingaretti che raggiunge un picco il 7 marzo quando ha dichiarato di essere positivo. Nessun picco, però, nel giorno in cui ha annunciato la sua guarigione: povero.

[Per gentile concessione dell’autore]

Menzione d’onore per il presidente Mattarella che passa nell’anonimato tutto il primo periodo di quarantena, fino al 27 marzo, quando ci regala una delle più grandi perle degli ultimi anni.

“Eh Giovanni, non vado dal barbiere neanche io”

Sergio Mattarella

A nome di tutto il web e dell’intero team di Barscienza, vorrei ringraziare l’ufficio stampa del Quirinale, per averci fatto dono di questo momento.

La socialità in quarantena

“Daje fra’, ci becchiamo alle 21 su Skype?”

“No, ma quale Skype, ormai si usa Zoom! Dopo 40 minuti si esce e si rientra!”

Quanto sono cambiati i nostri metodi di socializzazione in questo periodo, vero? Fortunatamente ci vengono in soccorso i potenti mezzi informatici.

Su tutti, Skype e Zoom. Mentre il primo era già ben noto prima del coronavirus, possiamo dire che il secondo è letteralmente esploso in questo periodo. La sua diffusione è stata tale che – come vediamo dal grafico – dal 9 marzo ha prima raggiunto e ben presto, praticamente doppiato, il tasso di ricerche di Skype. Fantastico, se non fosse per le falle di sicurezza grandi come il Colosseo che presenta.

[Per gentile concessione dell’autore]

Scena post credit: il 1 aprile una parola ha superato in ricerche tutte quelle sopra citate: “INPS”. E niente fa già ridere così.

Insomma, questo viaggio nei numeri finisce qui. Cosa abbiamo imparato? Forse nulla. O forse come una situazione di emergenza possa modificare i nostri interessi e il nostro modo di affrontare la quotidianità in modo repentino e improvviso. Talvolta in modo positivo (ci laviamo le mani, per favore!) e talvolta in modo negativo (non ve ne fate nulla di 7 chili di lievito!).

Di sicuro questa situazione ha modificato profondamente il nostro essere. Se questi cambiamenti si consolideranno, trasformandosi in consuetudini, me lo potete dire solo voi, uomini del futuro!

Io di sicuro, adesso, so fare la pizza.

Davide Laudicina

Laureato in Fisica all’Università di Milano-Bicocca, attualmente frequento il corso di laurea magistrale in Fisica Teorica. Orgogliosamente Nerd, nel tempo libero ho sviluppato una dipendenza da serie TV, fumetti e libri e una malsana attitudine nel perdermi durante escursioni in montagna.

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