Quella volta in cui ho dovuto studiare la defecazione dei nematodi

Avete presente i vermi?

No, non intendo il vostro ex, mollato dopo aver scoperto corna titaniche.

No, non intendo neanche voi, al quinto negroni, con il cellulare in mano e la dignità persa pronti per richiamarlo.

[Per gentile concessione dell’autrice]

In “scientifichese”, i vermi cilindrici prendono il nome di nematodi: formano un phylum di estremo successo evolutivo, contando più di 90.000 specie al suo interno. 

I nematodi possono essere parassiti o a vita libera e sono ubiquitari, ovvero stanno un po’ dappertutto: terreni, pozze, filtri d’acqua, sedimenti marini e lacustri, sorgenti termali, ma anche esseri umani, altri animali e piante da raccolto e non.

Insomma, dove c’è posto si infilano.

Come il vostro ex.

Quello che però li rende un po’ tutti uguali è la loro forma: il corpo è cilindrico, smussato in prossimità dell’estremità anteriore, dove si trova una sorta di bocca e assottigliato verso l’estremità posteriore.

Un’altra interessantissima caratteristica dei nematodi è che il loro pseudoceloma – ovvero la cavità che sta fra la loro parete corporea e il loro canale alimentare – è pieno di liquidi ad altissima pressione.

E quindi? Che significa? 

Vuole dire che, dal momento che questi non hanno un intestino dotato di muscolatura, questo verrà costantemente schiacciato dalla pressione del liquido pseudocelomatico.

A seguito della consumazione di cibo, quindi, è grazie ad un’azione combinata della faringe (quella che potremmo chiamare gola) e della pressione sopra citata se la digestione può avvenire “normalmente”, fino alla ovvia conclusione del percorso.

E qui giunge la spiegazione del titolo, ovvero la nozione per cui mi sono chiesta perché le persone arrivino a scoprire certi meccanismi.

Essendo il liquido pseudocelomatico ad altissima pressione, nel momento in cui le feci sono pronte per uscire dall’ano, esse vengono letteralmente “sparate” a lunghissima distanza.

È stato calcolato che un Ascaris – tenuto in mano – può arrivare a proiettarle ad una distanza maggiore di mezzo metro.

Per chi se lo stesse chiedendo, gli Ascaris lumbricoides sono vermi parassiti che arrivano a 30 cm di lunghezza: se fate le proporzioni con il vostro ex – supponendo che abbia una statura media di 1,70 m – otterreste che, se fosse un verme cilindrico, sarebbe in grado di lanciare le proprie feci a più di 3 metri di distanza!

Ammettetelo: arrivati alla fine di questa lettura, non solo avete un’incredibile voglia di spammare a tutti la pagina di BarScienza, ma vi sentite incredibilmente più acculturati e pronti a sfoggiare queste nuove conoscenze per conquistare la vostra fiamma.

Basta che non sia un verme.

Tilde

Fonte:

Mitchell, Mutchmor e Dolphin. Zoologia. Capitolo 23, Pseudocelomati. 1996, Zanichelli.

Lascia un commento

Chiudi il menu