Cosmetic behaviour
http://www.metmuseum.org/art/collection/search/590954

Cosmetic behaviour

“L'ornamento, che scienza! La bellezza, un'arma! La semplicità, che eleganza!" diceva Coco Chanel e così è non solo per la specie umana, ma anche per molti animali. I gesti che facciamo quotidianamente per pulire il viso o, eventualmente, per truccarlo hanno un valore preciso sia per la nostra igiene (e quindi le sensazioni che questa evoca), sia per come poi ci sentiremo rispetto al nostro contesto sociale. Oggi Pier Giorgio ci racconta quel mondo di cure e di illusioni ottiche che spesso viene tacciato di superficialità, ma che nasconde in sé una miriade di significati. Partendo dalla distinzione tra skin care e make-up andiamo a comprendere un po’ meglio cos'è il “comportamento cosmetico”.

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L’omosessualità dipende dalla genetica? Maybe yes, surely not.

La notte del 27 giugno 1969, la polizia fece irruzione nello Stonewall Inn, un bar di New York City notoriamente frequentato dalla comunità omosessuale. Questo scontro fu la miccia che innescò i moti di Stonewall e alla nascita del Gay Liberation Front prima e del Gay Pride poi. Il mese di giugno è poi diventato “il mese del Pride”, con manifestazioni in sostegno e a difesa dei diritti della comunità LGBT (gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, queer e intersessuali). La nostra Silvia, in questo #biothursday, ci aiuta a rispondere alla domanda se esista una connessione tra genetica e sessualità, ma ci parla anche di tiramisù, savoiardi e pavesini.

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La seccatura dei piatti

In questi mesi di quarantena tutti ci siamo abbondantemente dati al cibo. Uno degli effetti collaterali, però, oltre ai rotolini di ciccia che torniscono i nostri fianchi, sono i lavelli pieni stracolmi di pentole da lavare. “Oddio, è troppo unto!” “Come farò a grattare via tutto quel residuo bruciaticcio”? Niente paura. Oggi Jonathan ci dà qualche suggerimento utile per liberarci di unto e residui. No, non è la pubblicità dell’ultimo detersivo per piatti ma la nuova puntata del nostro #Ecofriday, tutto a base di chimica e riciclo!

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Ritorno al lockdown: “Big brother is watching you”

Come sapete Davide è uno dei nostri nerd di fiducia. Ultimamente siamo un po’ preoccupati per lui: ha maturato una bizzarra passione per la statistica per cui ogni situazione nella sua testa diventa numero, curva, grafico (ricordate i post dei conigli di qualche tempo fa, vero? Ecco). Chiaramente tutto ciò va a braccetto con il lockdown: ha un sacco di tempo per farsi venire idee e disegnare tutte quelle lineette colorate sui suoi grafici strani mettendo in ascissa e ordinata praticamente qualsiasi cosa. Come se non bastasse, la tecnologia lo assiste in questa sua follia ricognitiva, specialmente Google. SPAVENTATI? Anche noi. Vi dobbiamo però confessare che nell’articolo di oggi c’è del genio. Un’esplorazione intima del nostro essere, un’analisi spietata della nostra anima. Riderete, piangerete. Vi dimenticherete presto dei grafici spigolosi e vi innamorerete perdutamente del nostro autore che vi parla, con il suo fascino da oracolo, dal passato: who controls the past, controls the future.

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Satoshi, ma quindi è un’evoluzione o una metamorfosi?

Chi non conosce i Pokémon alzi la mano! Nessuno? C’era da aspettarselo, tutti li conoscono. Anche se non avete seguito il celebre cartone animato, vi sarete di certo imbattuti, in tempi piuttosto recenti, in qualcuno che andava virtualmente a caccia di questi esserini per ogni via delle nostre città. Nella chiesa del mio paesino, pullulavano, per dire. Ebbene, questi animaletti, questi esserini, questi cosi, come molti sapranno, SI EVOLVONO. Guarda un po’, “evoluzione” è una parola della scienza e noi non potevamo esimerci dal valutare se davvero, nel caso di Charmander e dei suoi amichetti, si possa parlare di evoluzione o se invece ci sia sotto qualcosa di diverso. La parola alla nostra esperta di Pokémon e di bio-cose, Tilde! #Biothursday

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Premio Nobel per la chimica 1963: L’Italia sul tetto del mondo

Il 10 dicembre 1963 per l’Italia fu un gran giorno. NO, NON ABBIAMO VINTO I MONDIALI nel dicembre 1963. NO. Niente "po po ro po po po po": del resto l’occasione era davvero troppo formale per lanciarsi in cori da stadio! Ma fu un evento davvero epocale per la comunità scientifica italiana e per l’Italia tutta. Infatti, il 10 dicembre 1963 fu consegnato, a Stoccolma, dal Re in persona, il primo e unico Premio Nobel per la chimica mai assegnato ad un italiano. Nell’articolo di oggi, Nicolò ci racconta delle scoperte del celebre chimico Giulio Natta, svelandoci perchè gli siano valse il premio Nobel e perché siano state così importanti per il progresso scientifico e industriale del mondo intero.

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