La Terra si sta scongelando
[di mynzman da Pixabay]

Uno degli errori che si commettono più frequentemente è pensare che se qualcosa accade lontano da noi allora non ci riguarda e, conseguentemente, credere di non esserne direttamente interessati.

Eppure, senza voler accentuare l’ondata di panico di queste settimane, ci possiamo rendere conto di quanto questo sia enormemente sbagliato con un esempio ormai sulla bocca di tutti: il Coronavirus.

Il focolaio di questa epidemia ha avuto origine in Cina, nella città di Wuhan. 

Eppure all’inizio, se devo essere sincero, io la vedevo come una cosa lontana e pensavo: “Mi dispiace per la Cina e per i suoi abitanti, per fortuna non è successo da noi”.

Ma, tempo qualche settimana, si sono iniziati a sentire i primi casi, prima in Europa, poi addirittura in Italia. 

E lì, pur senza cadere nel panico, inizi a drizzare le antenne, prestando magari un pochino più di attenzione ai gesti quotidiani che compi. 

Infine, siamo giunti alla situazione attuale, che ha portato a dover prendere serie misure per contenere il contagio.

Questa digressione solo per far capire come un problema che parte lontano da noi ma che, teoricamente, può avere portata globale, prima o poi ci toccherà direttamente.

E in questo articolo parleremo proprio di un problema di questo tipo, strettamente legato al riscaldamento globale: lo scioglimento dei ghiacci. 

Magari inizialmente si poteva pensare: “Ah, beh… peccato che i ghiacci si stiano sciogliendo! Erano un bell’elemento paesaggistico. E poi, poveri pinguini e orsi polari che si estingueranno!

Se pinguini e orsi polari si estingueranno magari noi non moriremo ma, di sicuro, non avremo vita facile.

Vediamo allora in questo articolo che cosa comporta lo scioglimento dei ghiacci.

Prima di tutto, è opportuno notare che nei suoi 4,5 miliardi di anni, la Terra ha conosciuto diversi periodi freddi, seguiti da periodi più caldi in cui i ghiacci si scioglievano.

Tuttavia, è anche necessario sottolineare che tutto ciò finora avveniva in ere geologiche, mentre ora si hanno rapidi cambiamenti nell’arco di una vita umana.

Sicuramente, come abbiamo già accennato, una prima conseguenza di questo rapido scioglimento dei ghiacci riguarda la fauna che popola questi ambienti. 

Si stima infatti che balene, orsi polari, trichechi, alcuni uccelli di mare e altre specie siano in serio pericolo di estinzione.

Un’altra conseguenza è legata al meccanismo di feedback che si viene a creare a causa dello scioglimento dei ghiacci.

Infatti, il ghiaccio e la neve riflettono all’incirca il 90% della radiazione incidente proveniente dal Sole. E quando questi si sciolgono, rimangono esposte sulla superficie terrestre zone più scure che, conseguentemente, assorbono più radiazione solare. Così facendo si scaldano ed emettono radiazione infrarossa che rimane “intrappolata” nell’atmosfera a causa dell’effetto serra, contribuendo ad aumentare in questo modo il riscaldamento globale.

Aumentando la temperatura, ancora più ghiaccio si scioglie, e così via. 

Una caratteristica delle zone Artiche e dell’estremo Nord Europa è la presenza del permafrost, ossia di terreni il cui suolo è perennemente congelato. 

Queste zone sono particolarmente ricche di metano, un gas responsabile dell’effetto serra. 

Il rapido scongelamento di questi terreni fa sì, quindi, che enormi quantità di gas metano, precedentemente intrappolate nel permafrost, siano liberate nell’atmosfera, contribuendo quindi ad aumentare la concentrazione di gas serra.

Collegato allo scongelamento del permafrost vi è anche un altro problema: il possibile ritorno di alcuni batteri e virus che erano rimasti “ibernati” in carcasse di animali sepolte da uno strato di ghiaccio. 

È del 2016 la notizia di un ragazzo di 12 anni, residente nella tundra siberiana, morto a seguito di un’infezione di antrace. Insieme a lui altre persone sono state ospedalizzate.

La causa probabile di questa infezione risiede nel corpo di una renna morta 75 anni prima a causa del batterio Bacillus anthracis e poi sepolta da uno strato di terreno ghiacciato.

In seguito all’ondata di caldo del 2016, il permafrost si è scongelato e il corpo dell’animale ha rilasciato il batterio dell’antrace nelle acque e nel suolo.

Lo scioglimento dei ghiacci provoca anche delle modifiche alla circolazione termoalina, ossia la circolazione delle acque oceaniche guidata da gradienti di densità (ossia, zone dove l’acqua ha diversa densità).

Tali differenze di densità sono dovute sia alla diversa temperatura (termo) delle acque, sia alla diversa concentrazione di sale (alina).

Si sta, infatti, osservando negli oceani un incremento della temperatura e, a seguito del riversamento delle acque dolci dei ghiacci, una diminuzione della salinità delle acque.

Senza entrare nello specifico, basti sapere che la circolazione termoalina ha un notevole impatto sul clima terrestre.

Circolazione termoalina delle acque oceaniche [di Thomas Splettstoesser da Wikipedia]

Infine, come ultima conseguenza (anche se forse è la più evidente) vi è l’innalzamento dei livelli delle acque dei mari e degli oceani. 

Si stima che nell’ultimo secolo il livello delle acque sia incrementato in media di 15 cm.

Come effetto si ha una maggior erosione delle coste, che si ritirano e vengono lentamente sommerse dalle acque (si parla in questo caso di eustatismo).

Di conseguenza, interi villaggi e città costruiti sulle coste sono costretti a spostarsi nell’entroterra.

L’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) stima che entro il 2100 vi sarà ovunque un innalzamento delle acque compreso tra 10 e 89 cm.

Vediamo, quindi, come un fenomeno che a noi pare lontano, in realtà, finisce per influenzare, anche in modo considerevole, la nostra vita di tutti i giorni.

Occorre quindi, a maggior ragione, capire che non si parla di cambiamento climatico perché va di moda o perché una ragazza con il cappotto giallo ci ha istruiti così, ma per prevenire, o almeno, limitare, queste e altre possibili conseguenze.

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Andrea Marangoni
Laurea Magistrale in Fisica con una tesi sui dischi circumstellari presso l’Università degli Studi di Padova.
Appassionato di scienza fin da bambino, tifoso della Juventus, nel tempo libero mi piace dedicarmi all’attività fisica. 
“I’m just a mad man in a box”.

Fonti:

  • articolo del National Geographic sul riscaldamento globale e il conseguente scioglimento dei ghiacci;
  • report IPCC sullo stato dei ghiacci e degli oceani;
  • articolo di taglio giornalistico sulle possibili conseguenze dello scioglimento dei ghiacci;
  • articolo della BBC che parla del possibile rilascio di batteri e virus a causa dello scongelamento del permafrost.

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