La droga peggiore del mondo

In un mio precedente articolo vi ho parlato dell’anoressia, introducendovi brevemente a cause e conseguenze di questa terribile patologia.

Al polo esattamente opposto dei Disturbi Alimentari troviamo l’obesità, problematica molto importante, specialmente nel mondo occidentale, che rappresenta una vera e propria sfida per medici e pazienti.

Oltre al peso c’è di più…

Se chiedete in giro quale sia la definizione di “obeso”, molte persone probabilmente vi parleranno di peso eccessivo, quindi di un BMI superiore alla norma. In realtà non è esattamente così, lo sanno bene gli atleti professionisti.

A parità di peso, infatti, una persona allenata ed una sedentaria, stando solamente al BMI, potrebbero risultare entrambe obese!

Cosa cambia, quindi?

[di BMI_it.svg: me, derivative work: Sankarip da Wikipedia]
CC BY-SA 3.0

Quello che viene valutato è la percentuale di massa grassa, ovvero la percentuale di lipidi presenti nel nostro corpo rispetto alla massa corporea totale: in una persona con abitudini sedentarie e alimentazione scorretta, essa è nettamente più alta rispetto ad un atleta, in cui l’apparente “eccesso ponderale” è dovuto, in realtà, alla maggiore massa ossea e muscolare.

Come mai tanta preoccupazione?

Sarebbe oltremodo banale e scorretto se vi dicessi: “Guardatevi attorno, non vedete quante persone sovrappeso o gravemente sovrappeso ci sono rispetto anche solo a trent’anni fa?!”.

Quello che voglio fare è citarvi le parole del Ministero della Salute Italiano, che riporta che “l’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica a livello mondiale sia perché la sua prevalenza è in costante e preoccupante aumento non solo nei Paesi occidentali ma anche in quelli a basso-medio reddito sia perché è un importante fattore di rischio per varie malattie croniche, quali diabete mellito di tipo 2, malattie cardiovascolari e tumori.

Qualche numero? Sempre per il Ministero si stima che il 44% dei casi di diabete tipo 2, il 23% dei casi di cardiopatia ischemica e fino al 41% di alcuni tumori siano attribuibili ai fenomeni di obesità e sovrappeso.

A livello mondiale l’OMS lancia forse un allarme che deve destare ancora maggiore preoccupazione: “la prevalenza dell’obesità a livello globale è raddoppiata dal 1980 ad oggi: nel 2008 si contavano oltre 1,4 miliardi di adulti in sovrappeso, quindi circa il 35% della popolazione mondiale e di questi oltre 200 milioni di uomini e oltre 300 milioni di donne erano obesi, ovvero l’11% della popolazione mondiale. Nel frattempo, il problema ha ormai iniziato ad interessare anche le fasce più giovani della popolazione: si stima che nel 2011 ci fossero nel mondo oltre 40 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni in sovrappeso.

“Quindi, se sono obeso, cosa potrà mai succedermi?”

Le patologie correlate all’obesità sono tantissime, ma possiamo suddividerle in due categorie: quelle dovute all’aumento della massa grassa e quelle dovute all’incremento del numero delle cellule adipose.

Alcuni esempi del primo cluster possono essere l’insulinoresistenza, l’osteoartrosi e l’apnea ostruttiva del sonno.

Per quello che riguarda invece la seconda categoria, aumenta notevolmente il rischio di malattie molto gravi, fra le quali vale assolutamente la pena ricordare:

  • diabete;
  • cancro;
  • malattie cardiovascolari;
  • steatosi epatica non alcolica.

Tutto ciò è causato dal fatto che l’incremento del tessuto adiposo genera un perenne stato proinfiammatorio e protrombotico, il quale si evolve nelle patologie sopra elencate.

Aggiungere gravi problemi alla mobilità e severi stati di depressione rende il quadro altamente invalidante e bisognoso di un tempestivo intervento risolutivo.

Come si combatte l’obesità?

Quando ci si trova davanti ad un paziente obeso le strategie possono essere di due tipologie: non chirurgiche – quindi dieta sana, movimento fisico ed eventuale (e consigliato) supporto psicologico – e chirurgiche – con interventi quali il bendaggio gastrico o la sleeve gastrectomy, per citare due esempi.

È di fondamentale importanza ricordarsi che, anche in caso di intervento chirurgico, dieta e movimento devono sempre essere presenti.

Ma la vera e propria arma fondamentale per sconfiggere l’obesità è la prevenzione: educare i bambini sin dalla più tenera età all’educazione alimentare, adottare uno stile di vita il meno sedentario possibile e dormire bene e a sufficienza sono punti chiave da sviluppare per non “cadere vittime” di questa patologia.

Tilde

Fonti e approfondimenti:

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