Intossicazione da acqua: too much water will kill you!
[di Olya Adamovich da Pixabay]

È da poco iniziata “ufficialmente” l’estate e, non appena arriveranno le prime ondate di caldo, ci troveremo a sentire le solite raccomandazioni da parte di esperti, TG, radio e chi più ne ha più ne metta per mantenere un’adeguata idratazione.
Parola d’ordine? “ Bevete almeno 2 litri di acqua al giorno”.
Ma di quanta acqua ha effettivamente bisogno il nostro organismo?
A cosa gli serve?
Ma, soprattutto: bere troppa acqua può uccidere?   

L’acqua è uno dei beni più preziosi che abbiamo per svariati motivi, tra cui il fatto che il nostro organismo è composto principalmente da questa sostanza.
Nel corpo di un neonato possiamo trovare fino al 90% di acqua e in un adulto, in media, ne troviamo tra il 60-70% fino ad arrivare agli anziani in cui la percentuale può arrivare intorno al 50%, poiché con l’avanzare dell’età le cellule e i tessuti tendono a disidratarsi. 

La quantità di acqua di cui il nostro organismo ha bisogno dipende da tanti fattori diversi come l’età, il sesso, l’altezza, il peso, il livello di attività fisica e infine il clima e la temperatura e la sua assunzione non avviene solo attraverso le bevande, ma anche con gli alimenti: frutta e verdura ne sono ricchissime.

Nel nostro corpo l’acqua è distribuita dentro le cellule e fuori le cellule. Nel primo comparto ne troviamo circa il 60% e si tratta di quella che interviene nelle reazioni biologiche all’interno della cellula, necessaria anche per dare forma e resistenza alle nostre cellule, che altrimenti sembrerebbero dei “palloncini afflosciati”. Quella extracellulare comprende invece l’acqua presente nel plasma, nei liquidi interstiziali e nel tessuto osseo e connettivo.

L’acqua è necessaria a mantenere la temperatura corporea costante, ha la funzione di solvente e permette perciò di eliminare le scorie dall’organismo, protegge gli organi più delicati del corpo e mantiene la fluidità del sangue.

Proprio perché l’acqua è un elemento necessario al corretto funzionamento delle funzioni vitali, il nostro organismo tende a mantenere costante la sua quantità. 

Quando abbiamo bisogno di acqua interviene il meccanismo della sete, mentre quando è in eccesso, la eliminiamo velocemente attraverso la diuresi o la sudorazione. 

Possiamo rimanere senza bere per pochissimi giorni, ma al tempo stesso una iper idratazione può essere fatale.

Nel 2005 un ragazzo di 21 anni presso la California State University, è morto dopo essere stato costretto dalla confraternita a bere tantissima acqua tra un giro di flessioni in un seminterrato freddo.  

Nel 2007 una donna di 28 anni di Sacramento, in California, è morta dopo aver bevuto circa sei litri di acqua in tre ore senza andare al bagno, mentre partecipava ad un concorso radiofonico “Hold Your Wee for a Wii“ – “Trattieni la pipì per una Wii”, per vincere una console per i suoi figli.
Il medico legale ha confermato la morte per intossicazione da acqua o iponatremia, cioè bassa concentrazione di sali del sangue causata dalla diluizione del sangue in seguito all’assunzione di troppa acqua.

Nel 2016 in Gran Bretagna una 59enne è stata ricoverata a causa di un’overdose di acqua. La donna era andata qualche tempo prima dal suo medico, il quale le aveva consigliato di bere molto. La 59enne aveva abusato del consiglio del suo medico arrivando ad assumere mezzo litro di liquidi ogni mezz’ora.

Se beviamo infatti troppa acqua in un breve lasso di tempo, i reni non riescono a lavorare abbastanza in fretta e il sangue si diluisce e si abbassa il livello di sodio.
L’acqua dal sangue passa nei liquidi extracellulari ed entra nelle cellule per osmosi. Le cellule a questo punto si gonfiano e se si tratta di cellule presenti a livello di tessuti elastici, come i muscoli o il tessuto adiposo non si riscontrano problemi importanti.
Nel caso dei neuroni invece, rinchiusi nella scatola cranica,  non vi è spazio sufficiente per permettere ad essi di aumentare di volume; aumenta quindi la pressione all’interno del cranio provocando i tipici sintomi dell’iponatremia quali mal di testa, aumento della pressione sanguigna, vomito, convulsioni, ma anche coma e successiva morte. 

Quando viene ingerita una eccessiva quantità di acqua al di sopra della stimolazione della sete i recettori situati all’interno del cervello rilevano una diluizione del plasma (diminuzione di concentrazione di ioni Na+) una volta che l’acqua viene assorbita nella circolazione dal tratto gastrointestinale. Sopprimono perciò sia il rilascio del principale ormone antidiuretico del corpo, l’arginina vasopressina (AVP), che la sensazione di sete, per prevenire un’ulteriore diluizione del plasma. L’Arginina vasopressina ha il compito di riassorbire  l’acqua a livello dei reni; se i livelli sono elevati si ha una ridotta escrezione di urine; viceversa, minore è la sua concentrazione, maggiore sarà il volume escreto di urina.

In particolari casi di stress fisico, come ad esempio durante una maratona, l’organismo aumenta la secrezione dell’AVP per trattenere acqua; ciò potrebbe incrementare ulteriormente la concentrazione di sodio nel sangue, se combinato ad un’eccessiva introduzione di acqua in breve tempo.

Beviamo acqua, idratiamoci, ma come per tutte le cose ci vuole EQUILIBRIO … IDRICO. 

Lucia
mamma e prof un po’ esaurita.

Bibliografia:

  1. Hew-Butler, Tamara, Valerie Smith-Hale, Alyssa Pollard-McGrandy, and Matthew VanSumeren. ‘Of Mice and Men—The Physiology, Psychology, and Pathology of Overhydration’. Nutrients 11, no. 7 (7 July 2019): 1539. https://doi.org/10.3390/nu11071539;
  2. Wikipedia, Intossicazione acuta da acqua.

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