#GoodbyeMalinconia: Federica ed il PhD al CERN
[per gentile concessione di Federica]

Ciao Federica, grazie mille per aver accettato di rispondere alle mie domande.
Prima di tutto, ti va di raccontarci un po’ di te?

Mi chiamo Federica, ho 27 anni e sono un fisico delle particelle. Nata in Piemonte, ho vissuto i primi 20 anni della mia vita in provincia di Napoli, per poi spostarmi a Roma per gli studi universitari, in Svizzera per la mia tesi magistrale e finalmente approdare in Olanda. Non si può dire di me che non mi piaccia muovermi…

Come è nata la passione per la fisica?

Non credo di aver mai avuto un momento “eureka”, piuttosto ricordo di essermi sempre divertita a risolvere problemi, per lo più matematici.
Questo, unito al voler arrivare alla radice delle cose,  mi ha fatto optare per un percorso in fisica.

Di cosa ti occupi? 

Sono un fisico delle particelle e lavoro ad uno specifico esperimento, ATLAS, situato al CERN: lungo 46 metri, alto 25  e’ un mastodontico rilevatore di particelle che “uso” per identificare quelle fondamentali e studiare come interagiscono.
In particolare io mi occupo dell’analisi di una specifica categoria di eventi (il bosone di Higgs che decade in due bosoni W). 
Quello a cui sono interessata e’ capire se il modello con cui attualmente descriviamo la realtà (subatomica) sia valido o se ci siano discrepanze. Personalmente spero di trovare qualcosa di inaspettato nei miei dati.

Un dottorato al CERN, complimenti. É stata dura arrivarci?

Non è stata esattamente una passeggiata, ma ho sempre avuto la sensazione che questa fosse la mia strada. Ad essere sincera, sono anche stata fortunata: spesso mi è capitato di essere “persona giusta” al momento giusto.

Cioè?

Mi riferisco alla seguente catena di eventi: Al primo anno di magistrale seguii  un seminario davvero interessante, così interessante che decisi di presentare un “riassunto” durante un esame. Il professore ne rimase talmente colpito da fare il mio nome ad un professore che cercava uno studente all’università di Ginevra (dove ho fatto l’Erasmus). 
Il progetto a cui fui assegnata fu cardine di numerosi miglioramenti, e questo ha fatto sì che fossi segnalata ad una professoressa che cercava uno studente di dottorato.
E anche qui, un paio di mesi dopo il mio arrivo,  mi sono trovata a sostituire una persona che stava andando via su un progetto davvero interessante. E dopo questo mi sono inserita in un progetto in cui erano richieste le competenze appena acquisite.

Se dovessi descrivere la tua ricerca in un aspetto che ami, quale sarebbe?

Libertà, amo definire la mia ricerca libera. Libera nel tempo e soprattutto negli argomenti. Certo, all’inizio del mio percorso e’ stata decisa una strada da percorrere, ma niente di definitivo. Mi ritengo fortunata perchè le persone che mi supervisionano non hanno mai avuto da ridire quando ho chiesto tempo per approfondire un argomento piuttosto che un altro, così come la scelta dei colleghi con cui lavorare. 

Ed una cosa che preferisci del CERN?

Il “linguaggio di pace”. Con questo intendo l’aria che si respira negli uffici del CERN, persone unite a dispetto delle differenze sociali, culturali per il “nostro” bene comune. È una cosa che dovrebbe avvenire dovunque.

Come vivi la lontananza da casa?

È fin dai tempi dell’università’ che sono “fuori di casa” e questo mi ha fatto apprezzare il vivere da sola, secondo i miei tempi, quindi stare lontano da casa non e’ qualcosa che mi manca. Ciò di cui inizio a sentire la necessità’ ultimamente e’ la mancanza di una “casa” fissa, visto che il mio lavoro mi porta a viaggiare tanto, anche per lunghi periodi.

Cosa immagini per il futuro? 

Spero di continuare su questa strada, il mio lavoro mi piace tanto e mi da anche tante soddisfazioni. Sono pronta tuttavia ad abbandonare, in questo campo la competizione e’ tanta e le possibilità’ di fare carriera non altrettante.
Ma chi vivrà vedrà
🙂

Grazie Federica, e in bocca al lupo!

Rosaria Cercola & Federica Pasquali

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