Filo interdentale senza plastica, anyone?

DISCLAIMER: i prodotti il cui utilizzo viene descritto in questo articolo non hanno in alcun modo finanziato né questa pagina né l’autrice dell’articolo. Ogni opinione a riguardo di essi è frutto dell’esperienza personale (e non finanziata) di Silvia.

AAAAHHH 

Ognuno di noi afferma di utilizzarlo tutti i giorni, ma la verità è che lo usiamo per massacrarci le gengive solo ed unicamente il giorno prima del fatidico appuntamento col dentista: è proprio lui, il maledetto filo interdentale.

And guess what?

Pure lui è fatto di plastica!!

Di nylon, teflon o polietilene… Ormai la cantante Madonna dovrebbe riscrivere così una delle sue più famose hit:

“Cause we’re living in a polietilene world

And I am a polietilene girl”

Scusate, plastic non ci stava per niente bene nella canzone.

Presa dallo sconforto, ho iniziato a cercare delle alternative al filo interdentale che fossero più amiche dell’ambiente, in inglese è più carino: eco-friendly.

E mi sono imbattuta in questo:

[Per gentile concessione dell’autrice]

Trattasi di un filo di seta ricoperto da una miscela di cera candelilla e olio essenziale di cardamomo, che parrebbe caratterizzato da proprietà antibatteriche.

Io ho comprato la marca Georganics ma online troverete anche altre marche.

E vi viene pure inviato in una confezione di vetro.

Addio plastica! E sarò onesta con voi: quell’unica volta che l’ho utilizzato (ehi, la mia pulizia dentale è tra 6 mesi!) mi ha piacevolmente sorpreso: dà fastidio esattamente come un normale filo interdentale di plastica.

Ma i più attenti animalisti mi diranno: “QUI CASCA L’ASINO”.

La produzione della seta, in effetti, prevede l’uccisione dei bachi da seta.

Questi insetti, prima della loro trasformazione in farfalle, filano le fibre di seta che diventeranno il loro bozzolo.

A fine metamorfosi, la falena deve masticare il bozzolo per poter uscire, rendendo il filo di seta che lo compone difficilmente utilizzabile.

Ahimè, le crisalidi vengono perciò uccise in essiccatoi prima che questo succeda.

Ebbene, miei cari animalisti, la seta utilizzata in questo caso si chiama “Peace Silk” o “Ahimsa Silk” perché non prevede l’uccisione dei bachi da seta per la nostra igiene orale.

Ovviamente questo processo è molto più lungo rispetto a quello a tradizionale, economicamente meno sostenibile ma vi farà dormire sonni tranquilli sapendo che avete salvato qualche crisalide.

E io, onestamente, ho deciso di spendere qualche euro in nome di una scelta più etica.

BACI PLASTIC FREE A TUTTI 

Silvia Achilli

Dottorata in Biochimica e attualmente Post-Doc in Chimica Analitica. Da ormai 4 anni residente in Francia, si batte per i diritti delle pizze maltrattate dai francesi. Quando non è prigioniera della sua gatta, diventa una appassionata fotografa dilettante ed è pazza per i viaggi.

Fonti:

  • Per chi volesse sapere qualcosa in più sulla storia del filo interdentale, può consultare la pagina apposita di Wikipedia;
  • Per chi fosse interessato a comprare il prodotto consigliato da Silvia, o anche solo “vederlo più da vicino”, può vedere l’apposita pagina Amazon;
  • http://www.ahimsasilks.com/aboutus/.

Lascia un commento

Chiudi il menu