Corto circuito emozionale: quando le emozioni negative compromettono l’apprendimento
Difficoltà

[di NeONBRANDda Unsplash]

Apprendere è una sfida, ma per qualcuno lo è ancor di più.
Per molti l’apprendimento scolastico rappresenta un’esperienza frustrante, caratterizzata da fallimenti e difficoltà che incidono sul successo formativo.

La dispersione scolastica, una situazione di ritardi, irregolarità o incompleta scolarizzazione, interessa il 14,5% della popolazione scolastica italiana da quanto emerso dai dati EUROSTAT 2019.
Le cause di dispersione scolastica  (così come delle difficoltà nelle esperienze di apprendimento), sono legate all’interazione di numerosi fattori.
Tra questi quelli dovuti al contesto socio-economico e culturale, dovuti al contesto della singola istituzione scolastica o quelli dovuti a fattori personali, comprese condizioni biomediche e psicologiche, oltre che veri e propri disturbi riconosciuti e certificati.

L’apprendimento è un processo che da sempre ha interessato gli studiosi di Psicologia e i ricercatori.
Un’interessante ipotesi sulle difficoltà legate alle esperienze di apprendimento scolastico è stata proposta da Lucangeli, professoressa di Psicologia dello sviluppo, ricercatrice ed esperta di Dsa e delle condizioni di neuroatipicità.

Per poter illustrare l’ipotesi di Lucangeli è necessario partire della definizione di memoria a lungo termine.
Dal 1968, infatti, viene comunemente accettato il modello modale della memoria (Atkinson e Shiffrin) che suddivide la memoria in tre magazzini: memoria sensoriale, memoria a breve termine (o di lavoro) e memoria a lungo termine.
In quest’ultima vengono depositate le informazioni che dopo processi di attenzione, codifica ed elaborazione sono pronti ad essere conservati per un lungo periodo.
La memoria a lungo termine è divisa in memoria implicita ed esplicita, detta anche memoria dichiarativa in quanto il materiale che contiene può essere appunto dichiarato, definito in modo consapevole dalla persona.
A sua volta la memoria esplicita comprende due sottosistemi, uno è la memoria semantica che contiene informazioni su nozioni disciplinari e aspetti di conoscenze generali o teoriche.
Quando apprendiamo che Dante ha scritto la Divina Commedia, l’informazione finisce in questo magazzino.
L’altro sottosistema è quello della memoria autobiografica, nel quale immagazziniamo tutte le informazioni che riguardano la nostra vita e le nostre esperienze.

Secondo Lucangeli, nel momento in cui ci approcciamo allo studio, non solo registriamo i contenuti disciplinari ma anche il ricordo autobiografico dell’esperienza e con esso le emozioni associate.
Si possono riscontrare situazioni nelle quali, pur avendo promosso lo sviluppo di adeguate capacità di lettura, risoluzione di compiti, di comprensione, di elaborazione di informazione, gli studenti continuano a non riuscire, fallendo nello studio.


Studenti che per molto tempo vivono situazioni di disagio, difficoltà oggettive e soggettive, sperimentano emozioni quali paura, vergogna, senso di fallimento, rabbia e frustrazione.
Tutti questi vissuti vengono associati a quel tipo di compito e vengono registrati in memoria.
Nel momento in cui ci si trovi di fronte compiti simili, come riaprire un libro, svolgere un’operazione aritmetica, ecc. si riattiva non solo lo script dell’evento,  ma anche tutte quelle emozioni negative.
Si viene a creare, dunque, quello che Lucangeli chiama Corto Circuito Emozionale, per cui paura, disagio e difficoltà emotiva vanno ad impedire l’apprendimento e il successo formativo, nonostante si abbiano tutte le carte in regola per poterli raggiungere.

Questa ipotesi pone luce su quanto sia importante prestare attenzione all’emotività degli allievi e quanto sia importante costruire relazioni empatiche tra insegnanti e studenti. Mitchell (2014), uno studioso dei processi di apprendimento, ha sottolineato nelle sue ricerche come il clima della classe influisca sui risultati degli studenti.
Un clima caratterizzato da empatia, da un’attenzione all’apprendimento rivolta verso tutti gli studenti e verso le loro necessità, accettazione e considerazioni positive incondizionate, possa stimolare la riuscita degli studenti stessi e compensare esperienze emotive negative del passato.

Il mondo emotivo degli studenti non va trascurato per far sì che possano raggiungere il successo potenziale inscritto nella loro storia.

Per scoprire di più sull’ipotesi di Lucangeli, al link seguente un suo famoso talk per TedxMilano.

Bibliografia

  • Cottini L. “Didattica speciale e inclusione scolastica”, Carocci 2017
  • Gray P. “Psicologia Generale”, Zanichelli 2010.
  • Lucangeli D.“Cinque lezioni leggere sull’emozione di apprendere”, Erickson 2020.
  • Malberg J., Shiffrin R., “50 years of research sparked by Atkinson e Shiffrin”, Memory and Cognition 2019
  • Mitchell D. “What really works in Special and Inclusive Education: Using Evidence-Based Strategies”, Routledge 2014

Valentina Freni

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