Come ammazzare il nonno e vivere felici
[per gentile concessione dell’autore]

Ci risiamo.
Sono reduce dall’ultima stagione di Dark – tranquilli non farò spoiler – che ha definitivamente spappolato la poca materia grigia che mi rimaneva nel cranio.
E ovviamente, potrò io godermi una serie TV in santa pace, senza cercare di infilarci della scienza a tutti i costi?

No. Ovviamente.

Andiamo direttamente al dunque. È possibile viaggiare nel tempo?

Prima di dare la risposta, però, facciamo un esperimento.

Capibara, buchi neri e causalità

Ehilà? Se qualcuno nel futuro sta leggendo questo articolo ed è in grado di viaggiare nel tempo, dovrebbe tornare al 9 Luglio 2020, ore 9:41 e impedirmi di scriverlo…

Mmh, non è successo nulla.

Perché?

Ci sono varie opzioni:

  1. nel futuro una specie mutata di capibara ha schiavizzato l’umanità che ora è costretta a coltivare mais e tuberi per i nuovi padroni;
  2. siamo tutti morti;
  3. nessuno leggerà l’articolo;
  4. il viaggio nel tempo non esiste.

Cosa ci dice la scienza?

Con il tempo possiamo fare un sacco di cose, rallentarlo e quasi fermarlo se ci mettiamo nelle giuste condizioni, anche se in quel caso potremmo goderci la cosa solo per qualche istante, visto che staremmo per essere fagocitati da un buco nero.

Ma questi, per un fisico teorico, sono solo dettagli.

Possiamo, invece, farlo tornare indietro?
(il tempo, non il fisico)

Il paradosso del nonno

Il paradosso del nonno fu citato per la prima volta da René Barjavel nell’opera fantascientifica Il viaggiatore imprudente e recita – più o meno – quanto segue:

“Ho a disposizione una macchina del tempo che mi consente di viaggiare nel passato e andare ad uccidere mio nonno prima che mio padre venga concepito.”

Ok, così a occhio, mi tocca morire.

Ma è proprio così?

Pensiamoci un attimo. Se tornassi indietro nel tempo e uccidessi mio nonno, allora mio padre non potrebbe nascere e, allo stesso modo, io stesso non potrei nascere.

Ok, sembro proprio morto.

Però, non potendo nascere, non potrei nemmeno decidere di tornare indietro nel tempo per uccidere mio nonno, quindi mio nonno continuerebbe a vivere, così come farebbe mio padre e alla fine io sarei vivo!

Non so come, ma sono vivo!

Ok vi renderete conto che la situazione è paradossale: sono vivo o morto?

Bella domanda…

Questo paradosso si applica in generale a qualsiasi tipo di eventi. Se per esempio decidessi di non uccidere mio nonno, ma andassi, ad Hietzing nell’ottobre 1907 e diventassi direttore della Schule des Zeichnens und Malens, la Scuola di Disegno e di Pittura, potrei fare in modo che un giovane tedesco bassino e dal fare autoritario, di nome Adolf Hitler, venga ammesso alla scuola. Così facendo, probabilmente impedirei la seconda guerra mondiale, l’olocausto e la bomba atomica.

Ottimo!

Sì, ma io vengo da un mondo in cui tutte queste cose terribili sono successe… Che ne è del mio mondo?

Nel nuovo mondo la guerra non c’è mai stata, ma, allora, perché dovrei tornare indietro ad impedire qualcosa che non è mai accaduto?

Il paradosso del nonno viene, quindi, portato come prova concettuale di come sia impossibile il viaggio nel tempo.
Ma esiste un modo per venirne fuori?

Secondo Stephen Hawking, no.
Per il fisico inglese esisterebbe una cosa detta congettura di protezione cronologica, secondo la quale, in qualche modo, l’universo ci impedisce di viaggiare nel passato per proteggere lo scorrere del tempo.

Quindi, a Stephen Hawking non sarebbe piaciuto Dark.

C’è chi invece nel tempo ci vuole viaggiare e per questo deve risolvere in qualche modo il paradosso del nonno. Abbiamo, allora, varie ipotesi.

Potrebbe succedere che viaggiando nel tempo, con le nostre azioni andassimo a modificare il futuro.
Ma non il nostro futuro.

Tornando all’esempio di prima, ammettendo un giovane Hitler alla Scuola di Hietzing, creerei semplicemente una nuova linea temporale in cui la seconda guerra mondiale non è mai avvenuta. Un gigantesco What if, insomma. Stando alla fantascienza, questo è quello che succede nel secondo capitolo di Ritorno al Futuro e nel romanzo 23//11//’63 di Stephen King.

Ma se invece il nostro universo fosse unico?

In questo caso allora ci viene in aiuto il fisico russo Igor’ Dmitrievič Novikov, con il suo principio di autoconsistenza.
Questo afferma che qualsiasi cosa io faccia nel passato, questa non cambierà mai il corso della storia, perché il futuro è già scritto.

Per esempio, se io cercassi di far ammettere Hitler alla Scuola di disegno, probabilmente non ci riuscirei in alcun modo, perché in un certo senso il tempo tenderebbe ad auto-proteggersi. 

Questo, per esempio, è il concetto di viaggio nel tempo presente nella serie TV Dark, nel film Predestination o nell’episodio di Futurama “il nonno di sé stesso”, in cui Fry, nel passato, accidentalmente uccide suo nonno prima che suo padre venisse concepito, salvo poi concepire lui stesso suo padre, dopo aver sedotto sua nonna.

Casa Targaryen levati.

Fry, in questo caso, è sempre stato nipote di sé stesso, anche prima che uccidesse suo nonno. 

Questo approccio tra l’altro è molto interessante perché genera quelli che vengono detti paradossi di Bootstrap, ovvero dei paradossi di predestinazione, in cui ogni nostra azione sarebbe del tutto ininfluente ai fini di modificare il futuro: Fry non avrebbe mai potuto non uccidere suo nonno, perché avrebbe necessariamente dovuto sedurre sua nonna. Questo tipo di situazione pone, tra l’altro, una serie di domande del tipo:

Ha senso parlare di libero arbitrio?

Ok, ma, fantascienza e disquisizioni filosofiche a parte, la scienza ci consente o no di viaggiare nel tempo?

La logica direbbe di no, la tecnologia pure. Tuttavia esiste una particolare soluzione della relatività generale, detta metrica di Gödel che permetterebbe l’esistenza di curve temporali chiuse.

Immaginate di camminare lungo una circonferenza e che questa segni lo scorrere del tempo. Camminando avanti, ovvero procedendo nel futuro, ad un certo punto vi trovereste nello stesso punto di partenza. Quindi il vostro futuro è il vostro passato. Quindi il vostro futuro si è già verificato.

O forse la metrica di Gödel è solamente una soluzione senza alcun senso fisico.

Viaggiare nel tempo è, quindi, possibile?

Sono le 12:57 del 10 luglio e ho finito l’articolo.
Nessuno mi ha interrotto

Davide Laudicina
Laureato in Fisica all’Università di Milano-Bicocca, attualmente frequento il corso di laurea magistrale in Fisica Teorica. Orgogliosamente Nerd, nel tempo libero ho sviluppato una dipendenza da serie TV, fumetti e libri e una malsana attitudine nel perdermi durante escursioni in montagna.

Approfondimenti:

[1] SKOW, Bradford. Notes on The Grandfather Paradox, 2015.

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