“Solo quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato, l’ultimo animale libero ucciso vi accorgerete che non si può mangiare il denaro”

(Proverbio indiano)

Il nostro pianeta sta vivendo un periodo complicato, con inquinamento crescente, innalzamento delle temperature, specie a rischio di estinzione, fenomeni meteorologici sempre più intensi e incendi che devastano le foreste.

Se, come noi, avete a cuore l’ambiente, questa sezione fa per voi.
Il nostro team di autori vi aggiornerà sulle condizioni di salute del nostro pianeta e proporrà alcune soluzioni e piccoli accorgimenti che tutti possono adottare per contribuire a preservare la Terra e, quindi, noi stessi.

Lo stoccaggio della CO2 nel sottosuolo

A Bar Scienza lo ripetiamo molto spesso: dobbiamo affrettarci a prenderci cura del nostro pianeta. I danni inferti dall’uomo alla Terra sono numerosi ma, in particolare, è la produzione di anidride carbonica a sedere al banco degli imputati quale prima responsabile dell’effetto serra. Seppur il campo delle energie rinnovabili sia promettente e la ricerca non intenda gettare la spugna, è impensabile che l’intera nostra attività economica venga convertita in un batter d’occhio. Come fare quindi a liberarci dalle nostre emissioni? … beh, cosa facciamo quando gli imputati vengono giudicati colpevoli? Li mettiamo in prigione! La nostra Silvia ci spiega i dettagli di questa nuova proposta: la cattura e l’imprigionamento dell’anidride carbonica.

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Come “salvare il mondo prima di cena”

Oggi Kelly ci parla di un libro che l’ha veramente colpita, fino a convincerla a cambiare le proprie abitudini alimentari. No, non stiamo parlando di una dieta miracolosa brucia-grassi, ma di una semplice scelta che tutti potrebbero fare per salvare il nostro pianeta: limitare il consumo di prodotti di derivazione animale. Come è possibile che questa piccola scelta possa salvare il mondo? Leggete l’articolo (e il libro in questione) e lo scoprirete!

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La fillòssera della vite – I parte

Spesso ignoriamo che dietro alle cose che ci sembrano più semplici, immobili ed eterne, può nascondersi una storia difficile e articolata. Percorrendo le stradine sterrate che caratterizzano i territori della Valpolicella nel veronese, delle Langhe in Piemonte o di Manduria nel Salento settentrionale, ci troviamo immersi tra i lunghi filari di viti verdeggianti, con le radici affondate in terreni salini, argillosi o calcarei, bagnate dal sole dorato e dal respiro della brezza mediterranea, o dal vento fresco che corre giù dalle Alpi. É un tipo di paesaggio che identifica molto non solo l'Italia, ma l'Europa intera, oltre che svariate regioni del mondo in maniera sempre più crescente. Eppure, c'è stato un momento in cui tutta questa immensa bellezza ha rischiato di scomparire. Ed è accaduto per mano di qualcosa di infinitamente piccolo. Davide ci racconterà tutto! Iniziamo oggi con il primo articolo sulla fillossera della vite...

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La seccatura dei piatti

In questi mesi di quarantena tutti ci siamo abbondantemente dati al cibo. Uno degli effetti collaterali, però, oltre ai rotolini di ciccia che torniscono i nostri fianchi, sono i lavelli pieni stracolmi di pentole da lavare. “Oddio, è troppo unto!” “Come farò a grattare via tutto quel residuo bruciaticcio”? Niente paura. Oggi Jonathan ci dà qualche suggerimento utile per liberarci di unto e residui. No, non è la pubblicità dell’ultimo detersivo per piatti ma la nuova puntata del nostro #Ecofriday, tutto a base di chimica e riciclo!

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