Buone abitudini: riciclare l’acqua

Per molti una delle poche nozioni di scienze impossibili da dimenticare è la formula chimica dell’acqua, H2O: dal lavarsi i denti al mattino a cucinare, questa comune ma straordinaria sostanza ci accompagna nella quotidianità.

La semplice struttura molecolare a forma di “V”, unita alla differente elettronegatività (la capacità di un atomo di “attrarre” a sé la coppia di elettroni di legame), genera il cosiddetto “legame a idrogeno”, in cui le molecole d’acqua interagiscono tra loro come se fossero dei dipoli elettrici.

Un sistema manifesta un dipolo elettrico se è possibile riconoscere due parti separate tra loro: una a maggior carica positiva, l’altra negativa. Il legame a idrogeno è alla base di proprietà fondamentali per la vita stessa sul pianeta: elevato calore specifico, capillarità, elevato potere solvente e tensione superficiale.

Per quanto possa sembrare comune, l’acqua è una risorsa estremamente preziosa, troppo per essere sprecata. In numerosi Paesi, l’accesso all’acqua potabile è molto limitato e ciò causa epidemie e carestie con un costo economico e, soprattutto in vite umane, molto alto. Limitare gli sprechi è una soluzione utile e facilmente applicabile da tutti nel quotidiano.

[di OpenClipart-Vectors, Pixabay]

Un paio di dati personali: da solo riciclo l’acqua di lavaggio delle verdure e quella di lessatura di pasta, riso, etc… per innaffiare delle piante che ho in casa. Così facendo, risparmio fino a 5 litri di acqua a settimana, quindi all’incirca 20 – 25 litri al mese.

A ciò va aggiunto il risparmio dovuto al fatto che alcune delle piante che coltivo sono commestibili, tipo la rucola, risparmiando 3 euro alla settimana, circa 10 in un mese. Inoltre, bisogna tener conto che anche la pianta più piccola assorbe CO₂ (formula chimica dell’anidride carbonica) e produce ossigeno e che svariate piante di appartamento sono in grado di “mangiare” alcuni composti inquinanti presenti nell’aria, depurando così l’ambiente in cui viviamo, come suggerito dallo studio della NASA “Clean Air Study“.

Un ulteriore guadagno in salute.

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Jonathan Campeggio
Dottorando in Scienze Molecolari presso L’università degli studi di Padova, Jonathan si occupa di Chimica Fisica ed in particolare è un teorico, cioè sviluppa teorie e software per comprendere e prevedere i risultati sperimentali. 

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